E questa
Mano che scrive.
Il primo quarto di secolo è compiuto. Il 2025 è già qui, con la spavalderia di chi è nato pronto.
Io non tanto. Ma poco importa al calendario cosmico.
L’umanità è trascinata in un’escalation arrogante e violenta.
Ma, ancora una volta, la Terra indifferente continua ad orbitare.
Il moto che la Terra compie intorno al sole dura un anno e si chiama “rivoluzione”.
In tante cose e in molti luoghi vorrei che una rivoluzione si compiesse anche quaggiù.
Gli auguri ve li faccio, al solito, con una poesia – “Nel principio” di Primo Levi.
Di fronte all’incommensurabile tempo siderale, nulla più di questa mano che scrive.
Nel principio
Fratelli umani a cui è lungo un anno
Un secolo un venerando traguardo,
Affaticati per il vostro pane,
Stanchi, iracondi, illusi, malati, persi;
Udite, e vi sia consolazione e scherno:
Venti miliardi d’anni prima d’ora,
Splendido, librato nello spazio e nel tempo,
Era un globo di fiamma, solitario, eterno,
Nostro padre comune e nostro carnefice
Ed esplose, ed ogni mutamento prese inizio.
Ancora, di quest’una catastrofe rovescia
L’eco tenue risuona dagli ultimi confini.
Da quell’unico spasimo tutto è nato
Lo stesso abisso che ci avvolge e ci sfida,
Lo stesso tempo che ci partorisce e travolge,
Ogni cosa che ognuno ha pensato,
Gli occhi di ogni donna che abbiamo amato,
E mille e mille soli, e questa
Mano che scrive.
La foto sopra è della Nasa. Raffigura una nuova versione del “cluster dell’albero di Natale”. NGC 2264 è un ammasso di giovani stelle di età compresa tra uno e cinque milioni di anni. (Per fare un confronto, il Sole è una stella di mezza età di circa 5 miliardi di anni – circa 1.000 volte più vecchia.) Per darvi un’idea del importanza di un nostro “capodanno” 😉
Image Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO; Optical: Clow, M.;
Image Processing: NASA/CXC/SAO/L. Frattare and K. Arcand
